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PER FAR FIORIRE L’ECONOMIA LUCANA BISOGNA INCENTIVARE L’IMPRENDITORIA, IN PARTICOLAR MODO QUELLA GIOVANILE, PERCHÈ I GIOVANI SONO IL SIMBOLO DEL FUTURO DELLA REGIONE
Nel seguente estratto del POP (PROGRAMMA OPERATIVO PLURIFONDO REGIONE BASILICATA) del 1998 si può notare, come da anni le autorità della regione Basilicata siano impegnate ad incentivare l’imprenditoria regionale:
In risposta al „Bando A“ per le P1 industriali ed artigianali di produzione sono pervenute 550 istanze di agevolazioni.
Relativamente al „Bando B“ per le PMI industriali ed artigianali di produzione, sono pervenute 266 istanze, di cui 200 ritenute ammissibili e 66 escluse per incompletezza e non corrispondenza della documentazione con le previsioni del bando.
I settori prevalenti di provenienza dei progetti sono rispettivamente: metalmeccanica (meccanica di precisione e subfornitura), agroalimentare (pastifici, biscottifici, panifici) ed elettromeccanica. Le aree prevalenti di provenienza dei progetti sono quelle del Vulture Melfese e del Materano.
I nuclei di valutazione di entrambi i bandi hanno proceduto alla selezione delle iniziative ed alla redazione delle graduatorie di merito che sono state approvate dalla Giunta Regionale il 1mo luglio 1999; alla data attuale, risultano essere state effettuate tutte le concessioni di contributo agli aventi diritto ed impegnate tutte le risorse disponibili.
Paragrafo C.4.1.2.2 Misura 2.2 „Aiuti ai servizi alle imprese“
La misura prevede agevolazioni di carattere finanziario dirette a sostenere da un lato la costituzione di soggetti imprenditoriali nel settore dei servizi alle imprese e dall’altro l’offerta e la domanda di servizi alle imprese artigiane industriali e commerciali.
La Regione ha attivato tale misura attraverso le leggi regionali 15/93 „Incentivi alle imprese del terziario avanzato“ e 16/95 sulla qualità, che sono state utilizzate solo dopo lo scioglimento delle riserve da parte della Commissione Europea. Unitamente all’attivazione delle suddette leggi nel 1997, la Regione ha proceduto anche alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale no. 39 del 26 luglio della Regione Basilicata, del bando per la presentazione delleDomande di contributo da parte delle PMI per l’acquisizione di servizi.
Con riferimento a tale bando, nel 1997 si erano concluse le operazioni di valutazione e selezione dei progetti candidati. Delle 321 domande di finanziamento pervenute, 41 non avevano i requisiti e delle 279 ammesse a valutazione, a fronte delle quali è stato assunto un impegno di spesa per circa 8.155 milioni di lire (D.G.R. 9791 del 30/12/97), sono state ammesse a contributo 275 iniziative imprenditoriali. La graduatoria relativa, è stata approvata con D.G.R. no 9791 del 30/12/1997.
Alla data del 31/12/1998 sono stati emanati tutti i decreti di concessione dei contributi alle PMI per l’implementazione dei laboratori di qualità e per l’acquisizione dei servizi reali connessi alla certificazione di qualità, ai sensi della Legge Regionale 16/1995.
Risultano altresì attivate, ai sensi della Legge regionale 15/93, le incentivazioni nei confronti delle imprese erogatrici di servizi reali alle PMI.
Nello schema seguente viene riportato lo stato di attuazione della Misura 2.2. relativamente agli strumenti attivati: L. 16/95, L. 15/93 e bando del 1997.
A fronte de tali impegni sono stati erogati contributi per 2.367 milioni di lire di cui 1.813 milioni di lire a carico delle finanze pubbliche e 553 milioni di lire a carico degli imprenditori.
La misura 2.2 è stata notevolmente ridimensionata a seguito della rimodulazione approvata dalla C.E. nel dicembre scorso, passando da una dotazione finanziaria di 30 Mecu a 10 Mecu. Le risorse resesi disponibili sono state tutte allocate sulla misura 2.1 „Aiuti alle PMI“.
Dall’analisi degli interventi finanziari in risposta al bando 1997, si evince che l’attribuire un punteggio aggiuntivo a quelle iniziative presentate da imprese i cui titolari o almeno il 51% del capitale fosse posseduto da donne o da giovani al di sotto dei 35 anni, è stato un efficace intervento in favore di queste due categorie, per le quali l’iniziativa imprenditoriale, sia per atteggiamento culturale, sia per la scarsa disponibilità di capitale iniziale, è svantaggiata. Infatti, le 275 imprese finanziate hanno tutte il requisito della presenza dei giovani, e 274 sono iniziate aventi un titolare donna.
Se si suddividono per tipologia i servizi finanziari alle 275 imprese beneficiarie, si nota che il servizio più richiesto in assoluto è stato quello dell’assistenza e consulenza per l’introduzione di sistemi di qualità, mentre le iniziative per l’introduzione delle innovazioni, se pur presenti, sono state di numero inferiore.
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